Bendaggio gastrico regolabile

 

Questo intervento non comporta asportazione o sezione di organi ed è anatomicamente e funzionalmente reversibile. In modo schematico l’intervento consiste nella creazione di una piccola tasca gastrica che comunica con il resto dello stomaco tramite uno stretto orifizio.

Il volume della tasca gastrica e il diametro dell’orifizio di svuotamento, sono simili a quelli della gastroplastica verticale. La tasca gastrica è ottenuta circondando la parte superiore dello stomaco con un anello di silicone collegato per mezzo di un tubicino a un piccolo serbatoio (port) posizionato sotto la pelle della parete addominale.

Il serbatoio non è visibile e palpabile dall’esterno se non eventualmente dopo il calo di peso. L’anello di silicone ha la particolarità di poter essere gonfiato o sgonfiato dal chirurgo semplicemente aggiungendo o togliendo liquido nel serbatoio che viene punto attraverso la cute, modificando così il diametro dell’orifizio di svuotamento.
Nel corso dei mesi e anni successivi all’intervento si possono verificare:

• Dilatazione della tasca gastrica, con lo stesso meccanismo e le stesse conseguenze descritte per la gastroplastica. La dilatazione può essere risolta con l’aspirazione del liquido attraverso il serbatoio oppure nei casi complessi con un nuovo intervento chirurgico.

• Ernia della tasca gastrica (prolasso al di sotto del bendaggio), che può causare frequenti o continui episodi di vomito. Questa complicanza può essere risolta solo con un nuovo intervento chirurgico.

• Restringimento cicatriziale (stenosi) della zona dove è stato posizionato il bendaggio, che provoca vomito non risolvibile con cure mediche. La stenosi può essere corretta con un nuovo intervento chirurgico.

• Progressiva erosione della parete dello stomaco da parte del bendaggio che può causare la sua penetrazione all’interno dello stomaco stesso. Questa complicanza richiede la rimozione del bendaggio, eccezionalmente mediante endoscopia, ma di regola mediante nuovo intervento chirurgico, programmato con i chirurghi.

• Infezione del serbatoio posizionato sotto la pelle che può essere risolta con terapia medica conservativa o con la sostituzione o asportazione del serbatoio. Se l’infezione si è propagata sino al bendaggio può essere necessaria la sua rimozione.

• Rottura del tubicino di connessione tra bendaggio e serbatoio che può richiedere un nuovo intervento eseguibile in alcuni casi in anestesia locale.

• Si possono verificare episodi di reflusso gastro-esofageo, fino a alla vera e propria malattia da reflusso, la cui conseguenza è l’esofagite che può essere anche grave.

All’altezza della parte superiore dello stomaco viene praticato un piccolo tunnel per introdurre  il bendaggio e permetterne il posizionamento attorno ad esso, come si farebbe con un orologio da polso.
Il bendaggio viene quindi chiuso in modo sicuro attorno allo stomaco.

Posizionamento del bendaggio gastrico per via laparoscopica

Un piccolo port di accesso viene successivamente posizionato sotto la pelle e collegato  al bendaggio con un tubicino di silicone.
Questo port è  essenziale per consentire di ‘regolare’  il bendaggio in una fase successiva.

Calibraggio del bendaggio gastrico

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