A.C.A.

lunedì 17 dicembre 2007


Riceviamo da Stefano Di Domizio (A.C.A.) e rendiamo noto.
Ciao Giannicola,
sono coinvolto in un progetto ambizioso e concreto: la ristrutturazione del
St Mary Hospital di Axum in Etiopia.
(Scarica il pdf per saperne di più)
Anni fa ho conosciuto per lavoro un medico:
il Dr. Franco Ciampaglia.
Persona onesta e preparata… col tempo è cresciuta l’amicizia ed ho scoperto che, oltre a fare il chirurgo in Italia, era ed è impegnato nella più nobile tra le attività:
mettersi al servizio di gente meno fortunata di lui.

Franco parte un paio di volte all’anno e va ad operare in Etiopia.
Senza compenso alcuno si dedica alla cura di persone che, se dai uno sguardo alla storia degli ultimi 50 anni di quel paese, credo potrai immaginare in che condizioni igienico-sanitarie sono costrette a vivere.
Franco lo fa per… solidarietà.

Che parola… si potrebbe parlarne per ore…
Di fatto quando Franco ha cominciato a parlarmi dei suoi progetti, sono rimasto affascinato ed ho voluto provare ad essere parte di questo “qualcosa d’importante”; all’inizio l’ho solo aiutato nella ricerca di qualche strumento da utilizzare nei suoi interventi in Africa… poi sono entrato in contatto con l’Associazione Culturale Abissinia (ACA) e lì… si è aperto un mondo di attività, di volontariato, di sentimenti, di servizio che io non conoscevo affatto.

Uomini e donne di qualsiasi razza e colore che lavorano insieme, gratis, per uno scopo.
Dare: amore, speranza e possibilità di rinascita ad un popolo, ad una terra che, a parte la cultura millenaria, può vantare solo povertà, guerre, carestie e stenti.

L’associazione nasce a Pescara nel 1996 da una congregazione di immigrati Etiopi ed Eritrei in Abruzzo. I due paesi dopo trent’anni di conflitto e la secessione dell’Eritrea, erano in una sorta di “pace armata”, condizione forzata più dalla povertà che dalla reale volontà politica di mantenerla. Questi uomini e queste donne lontani dalla loro terra, si convinsero di dover fare qualcosa per riportare le loro etnie alla pace vera… Così svilupparono un programma di collaborazione tra loro che portò aiuti e speranza a molta gente di entrambe le fazioni, senza distinzione di appartenenza. Il programma andò avanti anche dopo la ripresa delle ostilità tra i due paesi nel 1998 e continua tutt’oggi, potendo contare anche sull’aiuto di molti italiani che ne condividono gli obbiettivi.

Oggi l’ACA, che rimane una piccola associazione rispetto a molte altre, è una realtà poco conosciuta in Italia… ma importante, anzi determinante, per la sorte di molte persone sia in Etiopia che in Eritrea.

All’inizio collaborare in minima parte, forse, era solo un modo per sentirmi “buono”. Poi ho capito quale fosse il vero spirito di quella gente ed è stato impossibile non rimanere coinvolto davvero. Beh non vorrei scadere nel banale… per cui basta con le premesse.
Il progetto è partito con grandi sacrifici e difficoltà.

L’associazione ha già ristrutturato un padiglione per il ricovero dei malati ed ora vuole continuare nell’opera riorganizzando (e formando) il personale locale e ristrutturando altri reparti oltre che le sale operatorie. Insomma si va avanti con l’impegno e la volontà di tutti ma, per realizzare tutto questo nel più breve tempo possibile, c’è bisogno di soldi.
Avrai letto parecchie e-mail con richieste d’aiuto per nobili cause e, non dico che siano meno importanti o meno meritevoli di attenzione ma, in genere, sono un po’ impersonali.

In questo caso, tu conosci bene chi ti scrive.
In questo caso sono io ad esortarti. Semplicemente, ti chiedo… ti va di aiutarli?
Puoi scegliere se farlo con una piccola (o generosa…) donazione, o entrare in contatto col mondo ACA per capire meglio e poi valutare, o interessare qualcuno di tua conoscenza, o… insomma fai quello che puoi e ti senti di fare… ma rifletti sull’opportunità di dare una mano.
Solo questo.

Nell’allegato ci sono i numeri di conto corrente postale e bancario dell’associazione oltre che i recapiti telefonici ed una descrizione dettagliata del progetto stesso e dell’ACA …
I soldi che vorrai spedire finiranno solo ed esclusivamente nel progetto e potrai, contattando me o i responsabili dell’Associazione (Franco e Fortunato), conoscere, in qualsiasi momento, lo stato di avanzamento dei lavori.

Io ovviamente resto a tua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Ti abbraccio con il consueto affetto.

E GRAZIE di cuore!
Perché so che risponderai a quest’appello.

Vorrei che qualcuno mi aiutasse a mettere giù una comunicazione più stringata ed incisiva da far girare in rete… Magari quanti tra voi gestiscono un blog potrebbero, al suo interno, scrivere un riferimento al progetto… insomma… libero spazio all’inventiva ed alla collaborazione.

Vi aspetto con idee e consigli.
Anche questo sarebbe un aiuto.

Stefano Di Domizio