Silvia Faraci

Caro Dott. Ciampaglia,

eccoti la mia storia:

mi chiamo Silvia Faraci, ho 27 anni e sono la terza di quattro figlie tutte donne. Il mio paese è Barrafranca  in provincia di Enna  e si trova nel cuore della Sicilia. Sono una ragazza semplice e solare, nonostante quei tanti chilogrammi che per troppo tempo ho portato sulle mie gambe.

Nella mia vita non credo di essere mai stata normopeso, se guardo le foto di quand’ero bambina sorrido…perché fisicamente mi presentavo molto più grande rispetto ai miei coetanei, -devi sapere che nella vecchia cultura siciliana una bambina in carne era sinonimo di “salute”- quindi mentre i medici parlavano giustamente di sovrappeso io mangiando spensieratamente aspettavo di crescere per dimagrire.

Purtroppo non è stato così, e con gli anni aumentava anche il mio peso.

Il passaggio dalla fascia del sovrappeso a quella di obesa è avvenuto quando ho iniziato con le prime diete, non diete del tipo “fai da te”, ma ricorrendo sempre ad esperti nel campo e spendendo ovviamente tanti soldi.

Credo di aver provato di tutto e di più, ma il risultato era sempre lo stesso: fallivo alla grande!

La mia costanza durava circa 3-4 mesi, dove ovviamente avevo un calo di peso significativo,

ma alle prime difficoltà mollavo e riprendevo tutto il peso perso ma con gli interessi.

Ed è così che poi tutte le volte che successivamente mi rimettevo in carreggiata davanti ad una nuova dieta, dimagrire è stato sempre più difficile.

Detto ciò è così che ho raggiunto il peso massimo di 155 Kg e  Taglia 68 …

Io ero il risultato sbagliato di una vita fatta di diete e soprattutto di conseguenze psicologiche legate a tutte quelle volte in cui tristemente riprendevo peso.

Ciò vuol dire che ad un certo punto mi rassegnavo, mi stancavo, mollavo… rifiutavo categoricamente di andare in palestra e soprattutto rifiutavo ogni schema alimentare che mi si presentava davanti.

Quindi ritornavo ad aprire il frigorifero più volte durante la giornata, passando dal dolce al salato e così via…non conoscevo più il senso della fame, perché non davo nemmeno il tempo al mio corpo di farmelo capire, mangiavo e basta.

Ho mangiato per troppo tempo le mie “emozioni”, mi avvicinavo al cibo tutte le volte in cui ero felice, arrabbiata, spensierata o ansiosa… non so come spiegare, tanto nella mia mente chili in più o chili in meno in un corpo ormai così grande non facevano la differenza.

Vivevo senza imbarazzo la mia obesità, anzi di questo “limite” io ne facevo il mio “punto forte”…

ci tenevo a vestirmi in modo sobrio ma carino, sono stata sempre estroversa e di compagnia, riuscivo a strappare un sorriso a chiunque mi fosse stato vicino, tale che l’attenzione della gente cadesse non sul “guarda quanto è grossa Silvia”  ma “guarda quanto è simpatica Silvia”.

In sintesi in questo modo ingannavo gli altri e me stessa principalmente, perché in fondo continuavo a rivestire il mio corpo di grasso forse per evitare a chiunque di guardarmi l’anima… e capire che in fondo ero triste, perché ero stanca di vivere il cibo come una privazione prima e come un eccesso dopo.

La mia rinascita è legata ad una data ben precisa : il 16 Maggio 2011 quando arrivai al CENTRO DI RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE CASA DI CURA VILLA PINI D’ABRUZZO di CHIETI.

Ricordo che iniziai a gennaio dello stesso anno a passare tutta una serie di visite endocrinologiche richieste dalla mia ASL al fine di essere autorizzata a partire.

Nell’arco di quei cinque mesi tante volte dissi basta soprattutto quando presentavo alla commissione della mia ASL dei certificati che accertassero il mio stato di salute e cioè: obesità grave con un BMI pari a 58, ma ciò non bastava per avere il consenso a partire, c’era sempre qualcosa che non andava bene o che non bastava a convincere  coloro che gestiscono le casse della sanità siciliana a spendere dei soldi per una questione che poteva essere risolta con una dieta datami da degli esperti nel campo ed ovviamente dentro la regione.

E’ stata dura, perché la realtà della sanità italiana sotto questo aspetto non è semplice, non tutte le ASL sono a conoscenza non solo di questi tipi di centri, ma anche dell’importanza che essi hanno relativamente al problema dell’obesità, malattia a tutti gli effetti.

Ho perseverato e aspettato pazientemente, perchè sapevo di aver bisogno non di chiudermi in una struttura ospedaliera per allontanare la mia fame dalle tentazioni, ma al contrario, di essere educata ad avere un giusto rapporto con quello che mi stava trascinando nel baratro: il cibo.

Arrivata al Centro di Riabilitazione Nutrizionale, un equipe di medici si è presa cura di me a 360°, ed ho ancora oggi un ricordo bellissimo relativamente alla mia degenza nella clinica durata circa tre mesi e mezzo.

E’ stato di fondamentale importanza il mio percorso all’interno della struttura e questo sotto diversi aspetti:

  • innanzitutto sotto quello dell’alimentazione, mi sono liberata del termine dieta associato al termine privazione, infatti preferisco parlare di corretta alimentazione, al fine di mangiare in modo sano e non ingrassare, ho capito che bisogna nutrirsi quanto basta per vivere, non vivere per nutrirsi. Non solo grazie al lavoro dell’equipe di dietologi che ci seguivano durante i pasti nell’arco della giornata e nelle terapie di gruppo, ho appreso la semplicità di poter scegliere cosa mangiare e come cucinare i miei pasti in modo sano … senza aver l’ansia di rispettare rigidi schemi, l’importante è che io resti nella mia razione di 1200 Kcal al giorno.

  • In secondo luogo altrettanto importante è stata la riabilitazione cognitivo–comportamentale o meglio la psico-educazione ricevuta dall’equipe di psicologi della clinica sia con incontri individuali, che con altrettante terapie di gruppo. In noi obesi l’aspetto psicologico è di fondamentale importanza, in quanto è proprio nei momenti di debolezza che ricadiamo negli stessi errori, errori che in passato ci hanno portato ad ingrassare smisuratamente. Ed ecco che oltre a monitoraresettimanalmente il mio peso salendo sulla bilancia, ho imparato anche a monitorare  le mie emozioni, ciò vuol dire che laddove ho la sensazione di aver fame 1-2 ore dopo aver completato il mio pasto, so benissimo che non può essere tale, conseguentemente anzi che aprire il frigorifero e mangiare … apro me stessa, come un libro, e sfogliandomi cerco di capire cosa o quale emozione in quel momento mi riporta sul cibo come consolazione. Tutto qui, è molto semplice…la sensazione di fame è come un onda che raggiunge il picco massimo e poi pian piano va via.

  • Infine, ma non per ultimo, l’importanza del movimento… di uno stile di vita attivo. L’attività del Centro di Riabilitazione si estende anche su questo, ed è fondamentale perché mentre una corretta alimentazione mi aiuta a non ingrassare, è il movimento che mi aiuta a bruciare i grassi in eccesso. Mi spiego meglio, io ho un metabolismo basale che brucia 1600 Kcal a riposo (cioè senza far movimento), mi nutro con 1200 Kcal al giorno, facendo una sottrazione 1600 Kcal meno le 1200 Kcal che mangio, vuol dire che brucio 400 Kcal al giorno. Queste ovviamente sono poche, ma aggiungendo l’attività sportiva, riesco a bruciare altre 500 Kcal in una giornata, per un totale di 900 Kcal bruciate al giorno. Un Kg di grasso è pari 7.700 Kcal introdotte col cibo, quindi più brucio calorie più perdo peso settimanalmente.

Ma l’aspetto più importante del mio percorso all’interno della clinica è stata la scelta di effettuare un intervento di chirurgia bariatrica.

Il dottor Franco Ciampaglia ha posto intorno al mio stomaco il cosiddetto: Bendaggio Gastrico Regolabile intervento chirurgico effettuato in laparoscopia.

E’ un intervento poco invasivo, che non coinvolge altri organi, è reversibile ed ha la funzione di ridurre sostanzialmente  le dimensioni dello stomaco, grazie all’introduzione di un anello in silicone collegato ad un serbatoio tramite un tubicino. In questo modo alimentandomi in maniera sana, riesco a raggiungere anticipatamente la sazietà  introducendo piccole quantità di cibo.

Il mio percorso riabilitativo ha riguardato anche questo aspetto, perché  sono stata educata a rispettare la mia nuova natura riguardante lo stomaco, quindi mangio molto lentamente, mastico bene durante il pasto, e non appena avverto la sensazione di pienezza mi fermo subito onde evitare di sentirmi male.

Quale è stato il risultato?

Innanzitutto la costanza, io è da un anno e mezzo che lotto quotidianamente…un anno e mezzo che sono sotto regime dietetico e non soffro assolutamente la “sensazione di fame”, termino i miei piccoli pasti ed ho un piacevole senso di sazietà, cosa che prima sconoscevo.

Finalmente sento di poter dire agli altri e a me stessa principalmente, di aver TROVATO LA SOLUZIONE… se io non avessi questo strumento di controllo nel mio stomaco, credo che sarebbe per me proprio dura affrontare da sola una nuova dieta.

Fino ad ora non ho mai avuto un momento di debolezza o difficoltà.

In tutto questo tempo, ogni giorno costantemente marcio per ben 14 Km a piedi…

Non solo, mi sono anche motorizzata, ma attenzione, per motore intendo la mia bici!!!

Infatti attualmente peso 98 chili, quindi sono a meno 57 chilogrammi persi e porto una taglia 52 mentre prima ero una taglia 68, ciò vuol dire che ho perso ben 8 taglie!

Credo che la scelta più bella che ho fatto nella mia vita sia stata proprio questa: partire dalla Sicilia  verso l’Abruzzo.

E’ stato il viaggio della speranza… nella valigia avevo più voglia di vincere che vestiti,  ed affidarmi nelle mani di un CHIRURGO ESPERTO.

A distanza di un anno e mezzo posso ancora ribadire con fermezza che grazie al dott. Franco Ciampaglia io mi sono liberata, almeno in parte, dell’involucro di grasso che ricopriva il mio corpo.